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Il Pan Del Diavolo: un'intervista interessante

Venerdì 13 Febbraio 2009, 15:00 in Interviste di

Pand del Diavolo

Dopo le chiacchere con Toti Poeta continuano le interviste di Rock in Road con alcuni tra i più interessanti interpreti della nuova scuola siciliana.

Questa volta è il turno di  Il Pan del Diavolo, con il quale ho intrattenuto un piacevole scambio di domane e risposte. Giudicate voi stessi.

Come nasce il gruppo/progetto?

Il progetto nasce da una mia idea (Pietro Alessandro Alosi) nel 2006. L’intenzione era di riuscire a fare una musica che mi piacesse senza cadere nei soliti stili: indie rock, pop rock, ballate acustiche e via dicendo…

Perché proprio questo nome?

il nome nasce dal proverbio Il Pan Del Diavolo è sempre avvelenato.
Per me, questo nome ormai rappresenta il manifesto della mia musica .

I vostri intenti?

Fare bella musica, senza troppe pretese soprattutto discografiche.

 

Avete qualche Maestro a cui vi ispirate?

TANTI …TANTI …TANTI come Tenco, Fred Buscaglione , Gene Vincent..

Qual è la musica che ascoltate, che vi piace, che vi stimola?

Ascolto di tutto. Al momento sono impegnatissimo in un viaggio nella discografia di Nina Simone

Vivere in Sicilia ha facilitato o complicato il vostro gruppo/progetto?

A parte l’ispirazione di un mondo fra passato e presente, pieno di vita, personaggi e contraddizioni, la Sicilia (Catania a parte) non offre assolutamente niente.

Visto che lo state vivendo sulla vostra pelle, quanto è difficile trovare spazio per esprimervi e soprattutto qualcuno che creda nella vostra musica.?

Cosa significa Trovare spazio? Forse significa fare molti live, lavorare costantemente e credere in quello che si fa? Fare tutto ciò  per me non è stato difficile perché amo quello che faccio e vorrei continuare a farlo. Sicuramente però è stato molto stancante e il risultato è sempre un punto interrogativo.

Cosa vi piacerebbe davvero riuscire a fare?

Mi piacerebbe fare un bel LP con molte canzoni e suoni folk .

Voi che ci siete passati come giudicate festival come Italia Wave & co?

Ti esponi su un palco grosso, ti vedono in tanti sia che fai cose buone sia che sbagli. Per noi è stata un’esperienza fantastica. Spero in qualche modo di poterci suonare di nuovo.

A quando il primo lavoro completo?
Credo Che entreremo in studio questa estate.


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