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Giordano Sangiorgi intervistato da Rock in Road

Giovedì 19 Novembre 2009, 09:44 in Interviste di

 Giordano Sangiorgi

Il count down verso la tredicesima edizione del MEI sta arrivando agli sgoccioli. E come ogni anno ho parlato un po' con Giordano Sangiorgi , Presidente di Audiocoop nonchè ideatore, factotum e ... chi più ne ha più ne metta della manifestazione che rappresenta un appuntamento di assoluta importanza per tutti gli addetti ai lavori e per gli amanti della buona musica indipendente.

E qui di seguito riporto le sue risposte alle mie domande... 

Caro Giordano, intanto un saluto ed un ringraziamento per il tempo che stai dedicando ad un blogger come me. E a proposito cosa pensi del mondo dei blog

Tutto il bene possibile. Ampliano la rete di conoscenze e di informazione e quindi le opportunità di accesso alla democrazia.

E' dai blogger che sono nate tante proteste contro le società di tipo autoritario. Ed è quindi il blog un canale oggi fondamentale per capire e conoscere la realtà oltre i media tradizionali, compresi i siti ufficiali di informazione.

E dell’evoluzione della musica sul web… ?

E' un'opportunità sempre piu' straordinaria che ha permesso di creare un rapporto diretto senza filtri tra creatori e appassionati e di lanciare direttamente nuovi artisti.

Il web sta permettendo di passare da un mercato di massa a tanti mercati di nicchia. Se ci sarà la capacità di render unici tali produzioni su internet abbinandole a un fortte legame con un genere musicale, anche rinnovato, o con una propria comunità territoriale potrà avere ancora piu' forza.

I grandi network di internet e della telefonia dovrebbero pagare alla fonte tutta questa creatività che permette loro di vendere hardware e software di internet grazie alla diffusione della musica gratuita, legale e illegale,  e fare affari miliardari.

Ad esempio, con una quota pari al 4% del fatturato annuo di tutti questi colossi multinazionali, come avviene per la quota sulla copia privata, avremmo a disposizione un vero monte risorse antipirateria per poter investire nei giovani e nelle nuove tendenze musicali.

Tu nasci come promoter: cosa pensi dell’universo che ruota intorno a discografici, addetti ai lavori, promoter, distributori.

E' un universo che, nella fase attuale, raccoglie un mix di passione e creatività di grande rilievo soprattutto nelle centianaia di piccole aziende che stanno costruendo il futuro della musica.

Purtroppo nel settore vi sono ancora troppe vecchie figure legate a modelli di trent'anni orsono, che hanno impedito alla musica di crescere e svilupparsi al passo coi tempi, creando di fatto danni alla crescita della nuova musica italiana, non avendo le capacità di comprendere i rapidi mutamenti e  cambiamenti del settore; inoltre vi sono ancora troppi campanilismi mentre bisognerebbe lavorare insieme per la crescita dell'intero settore in modo unitario .

Da ogni punto di vista i Talent Show , Amici e X-factor , hanno dato una nuova impronta alla musica e allo show business italiano. Per alcuni sono una scorciatoia per un successo che rischia di essere effimero. Per altri un’occasione unica per far notare il proprio talento; per altri ancora una sorta di carrozzone che tenta di rimediare alla poca fantasia di idee e soluzioni del panorama musicale nostrano… Tu che ne pensi

Penso che prima di tutto sono un mezzo per far offrire piu' audicence agli inserzionisti della televisione a costi zero. Milioni di contatti fatti con giovani che non ti costano nulla per poter vendere spazi pubblicitari a peso d'oro. Questa è la prima motivazione della nascita dei reality.

La seconda è che, a conti fatti, sembra servire soprattutto a lanciare i giurati più che gli artisti stessi. Basta rendersi conto di come siano diventati piu' famosi coloro che giudicano le canzoni piuttosto di coloro che sono giudicati.

I vincitori delle prime edizioni delle due manifestazioni chi se li ricoda piu' infatti purtroppo... I giurati invece e i conduttori ce li ricordiamo tutti.

La terza è che si tratta di una comodissima autostrada per le major che si trovano alla fine a produrre un disco per un nome e un artista che già la tv - in gran parte pubblica - si è impegnata a promuovere, a costo zero per le case discografiche. Un affarone insomma.

Solo dopo arriva la musica e arrivano gli artisti. E da questo punto di vista va detto che pero' alla fine emergono ugualmente cose pregevoli.

La cosa incredibile, per il problema dei tempi televisivi, è l'eliminazione da questi contest della realtà legata all'originale inedito e creativo delle band, dei rapper , dei giovani cantautori e degli artisti folk che rappresentano l'ossatura portante della nuova musica italiana, a discapito di modelli come il cantante e i quartetti vocali, da tempo superati, che fanno tornare musicalmente indietro il nostro paese, ma soprattutto contribuiscono a modificarne il gusto e gli orientamente musicali scahiacciando di fatto le realtà vere che emergono dalle comunità del nostro paese.

Il MEI ha fatto 13: non sarai mica superstizioso vero??

Sì, tanto che penso che sarà un'edizione straordinaria, indimentacabile. Come quando si faceva tredici al Totocalcio e te lo ricordavi per tutta la vita!

Come cercheresti di convincere uno che non ha mai sentito parlare del MEI – ammesso che esista, che ne so magari arriva da Marte – per farlo venire a Faenza a fine novembre?

E' la Woodstock degli Indipendenti: imperdibile! 72 ore non stop di musica, amore, pace e di totale libertà! Così arriveranno, oltre che da Aosta a Lampedusa come già accade, sicuramente anche da Marte..


Ok allora appuntamentoal 27-28-29 novembre.

Stay Tuned! 

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