
Airìn , una voce piuttosto originale e interessante del pop nostrano, mi ha concesso un po' del suo tempo: il rislutato è riportato nell'intervista che segue, schietta, diretta e sincera. Buona Lettura.
Mi dicono che hai smesso di suonare il violino perché consideravi i musicisti poco equilibrati. Quand’è che hai cambiato idea, ammesso che poi tu l’abbia cambiata davvero?
Direi che non ho cambiato idea, ma ho capito che spesso dal disequilibrio nasce la musica. Dall'essere un giorno felici e un giorno tristi. Dall'amare la vita e odiarla nello stesso tempo.
Adesso a vedermi dal fuori mi considererei disequilibrata anche io. Quindi tutto nella norma.
E la passione per il violino ti è rimasta?
No purtroppo ho smesso dopo alcuni anni. Mi è rimasta l'intonazione nella voce, che ho acquisito suonando uno strumento molto difficile come il violino.
Leggo dalla tua bio che hai fatto un sacco di mestieri per campare: pizzaiola, cameriera, cassiera al supermercato, segretaria, baby sitter, gelataia. Non hai mai avuto la tentazione di rinunciare alla carriera di musicista?
Mi piace fare tutti i lavori, anche quelli più umili. Adoro il contatto con tutti i tipi di persone. Chi lavora in questi contesti di solito lo fa in maniera molto semplice, non c'è nessuno che vuole far carriera, sono tutte persone che tirano a campare. E da loro si imparano un sacco di cose. Ma non sono lavori che fanno per me sul lungo periodo, sono esperienze passeggere dalle quali imparo moltissimo. Mi piacerebbe vivere solo di musica un giorno.
È stato difficile essere ammessa alla Scuola Civica di jazz di Milano?
Nel mio caso no, perché avevo preparato bene l'esame di ammissione studiando con un pianista jazz. E' molto più dura avere buoni risultati strada facendo, perché la mia attitudine alla musica è completamente diversa da quella dei jazzisti.
A poco più di 20 anni hai già avuto modo di dividere il palco con nomi piuttosto importanti della musica italiana indipendente, e non solo. Ti va di dare un tuo giudizio sul livello generale?
Adoro la musica indipendente italiana. Sono tutte belle persone e grandi musicisti. Spero che la musica del domani saranno tutte queste persone . I soliti nomi ci hanno stufato.
E in particolare c’è qualcuno che ammiri, o ti ispira per stile, originalità o altro?
Dente , Samuel Katarro , Marta Sui Tubi ...e te ne potrei dire molti altri. Se dovessi scegliere un nome solo oggi ti direi Samuel Katarro, è un musicista molto vero e molto intenso.
Come nasce la tua collaborazione con Enrico Gabrielli (ex Afterhours, Calibro 35, Mariposa, per i non addetti ai lavori…)?
Nasce dal fatto che siamo stato fidanzati per un bel po' di tempo. Ma spero anche nasca dalla nostra reciproca stima come musicisti. Lui è la mano che ha realizzato ciò che io avevo nella testa. Siamo molto vicini nel modo di pensare la musica.
Nell’epoca dei talent show tu stai trovando la tua strada con un percorso fatto di studi, premi, etc. Una scelta precisa oppure un po’ di casualità? Che pensi dei Talent show?
Non li amo. Anzi li odio. Vorrei che le persone che stanno a casa a vedere dei “coverizzati” uscissero di casa e andassero a cercarsi dei bei concerti da ascoltare e della musica nuova da scoprire. E' troppo facile pensare che un programma televisivo che mette la musica e la serietà in secondo piano possa far emergere dei talenti veri. Farà solo emergere delle persone che non hanno la musica come primo obiettivo e mancano della serietà e della professionalità necessarie per portare avanti un discorso musicale nel tempo.
Dopo il primo disco arriverà senz’altro un tour: ha già qualche anticipazione da rivelarci?
Siamo in giro proprio in questi giorni in tour. Il concerto presenta le canzoni del disco e poi ci lanciamo in cover riarrangiate e c'è anche qualche brano scritto da me più recente, non inserito nel disco. Il concerto per me è soprattutto un momento divertente, cerco di parlare colla gente e coinvolgerla. Le date ovviamente le trovate tutte sul mio sito, www.myspace.com/irenemaggi.
E infine ci racconteresti il solito sogno nel cassetto??
Fare un bel tour e poi iniziare a lavorare al mio secondo disco. Mi basta questo.
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