
Quello di Mod Generations è un mondo fatto di scooter accessoriati, rigorosamente Vespa o Lambretta, ed incentrato principalmente sulla musica preferita dai mod.
Lo stile mod (contrazione di modernism) è quello basato sulla moda inglese sviluppatasi negli anni 50 a Londra tra i fans del moden jazz e poi evolutasi fino a diventare il movimento che, col sottofondo di dischi di Who e Jam , è arrivato fino ai giorni nostri.
In grado di vivere due momenti particolarmente floridi, a metà degli anni 60 e sul finire del decennio successivo, lo stile mod non riguarda solo la musica ma anche il modo di pensare e di... vestire.
Parka , Clarks e Fred Perry sono di rito almeno quanto una bella collezione di 45giri della Motown .
Qui di seguito la scheda scritta da Joyello per questo libro di Tony Face .
Inafferrabile. La musica MOD è inafferrabile, come da oltre cinquant'anni lo sono i MODS. Ogni volta che cerchi di classificarla, codificarla, omologarla, ti sfugge dalle mani e fa un passo avanti. O magari indietro. O a fianco...
Non viene in mente nessun italiano più adatto di Antonio Bacciocchi per illustrare il mondo mod.
Prime mover della scena nostrana, Antonio, che nell'ambiente è noto come Tony Face , dimostra di essere un profondo conoscitore della materia e mette assieme una imprescindibile bibbia del modernismo.
Il libro si concentra principalmente sulla musica, segnalando e/o consigliando i dischi che ogni buon mod dovrebbe avere in casa.
Si parte dagli anni 50 con il jazz elegante di Charlie Parker e si arriva ad oggi con il moderno rock'n'roll degli Arctic Monkeys .
Per la strada si incontrano monumenti come The Kinks , The Who , The Jam , Oasis , Blur ma anche insospettabili come David Bowie , Pink Floyd e Bob Marley .
In chiusura, Bacciocchi dedica una bellissima appendice alla produzione italiana partendo dalla mistificazione di Ricky Shaine fino alla brillante carriera degli Statuto riesumando e rivalutando nomi di inestimabile valore.
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