Rock in Road presenta un concerto che odora di storia della musica: Roger Waters in The wall live al Mediolanum Forum di Assago (Milano). Stasera e domani:da non perdere!
Un concerto che odora di storia della musica: Roger Waters in The wall live al Mediolanum Forum di Assago (Milano).
Stasera 1 aprile - tutt'altro che un pesce - e domani 2 si replica.
Il tour toccherà anche Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Russia, Finlandia, Inghilterra, Francia e Svizzera. Il tutto si concluderà a Dusseldorf, in Germania, il 18 giugno prossimo.
L'aspetto visual è dominato da uno schermo di oltre 85 metri di altezza e i contenuti saranno decisamente più "politici".
Questi concerti potrebbero essere gli ultimi nella lunga carriera di Roger Waters: "Non riesco ad immaginarmi - a 80 anni - a fare un tour da 55 date", ha ammesso in conferenza stampa, "Adesso ne ho 66, e credo di essere arrivato ad un punto che richieda una certa cautela nell'esigere dal proprio fisico certe prestazioni. Al momento sono molto in forma e non avrò problemi a portare a termine questo, ma per raggiungere questo stato ho dovuto allenarmi con continuità, perché tournée di questo tipo sono fisicamente molto provanti".
Ecco alcune interessanti dichiarazioni di Roger Waters:
"La paura alza i muri", è scritto in un graffito a Gerusalemme, il mondo è ancora pieno di muri. C'è un muro che separa i ricchi dai poveri, un muro tra il primo, il secondo e il terzo mondo, ci sono muri che dividono la gente a causa del loro credo e della loro ideologia.
Il motore di "The wall" fu il ricordo di mio padre morto in guerra, ma ci sono ancora tanti papà impegnati nei conflitti, molte famiglie, soprattutto negli Usa, che hanno perso parenti in Medio Oriente e anche tante famiglie che piangono vittime civili.
Oggi chi ha alle spalle una storia come la mia non scrive "The wall", va a raccontarla nei reality show, in cerca di quindici minuti di celebrità. Si diventa famosi senza saper far nulla, non c'è più bisogno di saper recitare, cantare o che so io. Al contrario, è la totale mancanza d'immaginazione a creare il personaggio.
La tv... il vero oppio dei popoli. Foraggia consumismo e propaganda. Crea dipendenza. Nonostante i social network, la gente non riesce ancora a comunicare e a scambiarsi le idee.
Nazionalismo, razzismo, sessismo e religione generano le stesse paure che hanno paralizzato la mia infanzia. Oggi quando canto "Another brick in the wall" part II penso all'inutilità delle guerre. Mi chiedo, che stiamo a fare in Afghanistan? Cosa siamo andati a fare in Iraq?
Tutto gira sempre intorno alla conquista, al potere, ai soldi. Dagli antichi romani a oggi, passando per l'imperio britannico. Sono perfettamente d'accordo con la teoria di "The hurt Locker" (il film Oscar di Kathryn Bigelow): la guerra è una droga"."
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