Mannaggia se dai tempi di Gimme Five ne ha fatta di strada Jovanotti; e penare che leggendo la bio si scopre che all'inizio Cecchetto non doveva essere troppo convinto di lui, se in primissima istanza non lo assunse...
Mannaggia se dai tempi di Gimme Five ne ha fatta di strada Jovanotti; e penare che leggendo la bio si scopre che all'inizio Cecchetto non doveva essere troppo convinto di lui, se in primissima istanza non lo assunse...
Già nel 1991 con Una tribù che balla diede inizio a un nuovo periodo artistico che ha condotto all'ultimo album di Jovanotti Ora.
Basta navigare su internet, senza neppure essere particolarmente smanettoni per comprendere la popolarità costante di Jovanotti, recentemente apparso nella puntata finale del programma di Fiorello al quale ha ispirato il titolo della trasmissione: Il più grande spettacolo dopo il week end.
Uno che sa usare e dosare la comuncazione web: che segue con attenzione diretta l'evoluzioni del sito della sua etichetta Soleluna; che usa Twitter con costanza per comunicare coi fans.
Era il 25 gennaio scorso quando usciva Ora, offerto al pubblico in confezioni diverse: quella completa con doppio CD e 25 tracce, quella singola con un unico Cd e 15 tracce per finire con quella su iTunes nella quale aggiungeva ai brani del doppio Cd una bonus track.
Non è davvero da tutti riuscire a mantenere vivo l'interesse su un unico album per un anno intero, e non è soltanto un problema di qualità della proposta.
La strategia di spingere perdiodicamente brani singoli non poteva che rivelarsi vincente nel suo caso: come quella di attendere la fine di novembre (per precisione il 25) per fare usciire il singolo con la track list: Ora.
Sono tutti meriti che gli vanno riconosciuti, direi anche rafforzati da quella immagine genuina, di musicista che sa coniugare l'impegno sociale e il politically correct, con la leggerezza del divertimento: il tutto con estrema semplicità.
Non ho più l'età per essere fan di qualcuno, per la verità di Jovanotti poi non lo sono mai stato, tuttavia non nego che mi piace il suo modo di fare e vivere la musica.
Soprattutto quel sottile filo di comuncazione che ha sempre saputo mantenere trasversalmente con più generazioni.
E a questo punto non può mancare Ora.
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