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Fiorella Mannoia Sud: un album ricco di umanità

Martedì 31 Gennaio 2012, 08:33 in Da ascoltare di

È uscito da qualche giorno il nuovo album di Fiorella Mannoia Sud: una tra le interpreti più apprezzate e amate della musica italiana. Tra le tante news qui uno stralcio di un'intervista che ha rilasciata all'ANSA.

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Una voce che ho sempre trovato emozionante, un'interprete sensibile; a quanto pare non sono solo ad apprezzarla.

Proprio da qualche giorno è uscito nei negozi l'ultimo album di Fiorella Mannoia Sud, che la cantante ha definito "un'esperienza umana prima che musicale".

''Ho maturato l'idea del disco dopo aver letto il libro di Pino Aprile 'Terroni' - racconta Fiorella Mannoia in un'intervista rilasciata all'ANSA - Sono rimasta scioccata dal fatto che quello che abbiamo letto nei libri di scuola è lontano da quello che e' veramente successo intorno all'unità d'Italia.

Volevo nel mio piccolo fare qualcosa per ridare al Sud un po' della dignità che le era stata tolta. Poi naturalmente lo sguardo si è allargato al tutto il Sud del mondo, a tutti quei paesi saccheggiati, violati e abbandonati a se stessi come l'Africa, terra di conquista per eccellenza. Non pretendo di cambiare le cose, ma cercare attraverso la musica di rappresentarne la gioia, la disperazione, la nostalgia, e la migrazione dei popoli''.

La cantante insiste: ''l'educazione, la cultura fanno paura. Sul fatto che il sud resti arretrato ci hanno mangiato tutti, la politica, la religione....

... Il Sud e' ucciso dalla criminalita' perche' non c'e' lo Stato. Basterebbe fermare la corruzione. L'Italia - aggiunge - non e' un paese in crisi, è un paese corrotto''.

Nel primo singolo Io non ho paura (di Bungaro, Cesare Chiodo e Antonio Iammarino) si dà voce alla speranza e al coraggio di chi non si arrende.

Poi Fiorella Mannoia elegge Luce di Luca Barbarossa a brano-simbolo che conta sul contributo vocale del palestinese Faisal Thaer. ''E' un pezzo sulla compassione. Il primo verso dice 'non c'e' figlio che non sia mio figlio': basterebbe questo per ritrovare questo sentimento ormai perduto''.

Quindi parla di Vuelvo al Sur di Astor Piazzolla, tradotto in Italiano e che si chiude con l'assolo di bandoneon di Gianni Iorio.

Quando l'angelo vola è dedicata a Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso dall''84 all''87, ucciso a 38 anni. Il pezzo si apre con la voce di Gabin Dabirè che in francese recita una frase di Sankara ''Noi dobbiamo accettare di vivere africano''.

Andando ancora avanti la Mannoia parla orgogliosamente di Quanne vuo bene, il suo omaggio a Napoli: musica di Andrea Zuppini e testo di Titina De Filippo; s'illumina quando racconta ''la famiglia De Filippo non ha mai voluto darla a nessuno. Quando hanno saputo che sarei stata io a cantarla, hanno accettato. E' un onore per me''.

Nel disco di Fiorella Mannoia Sud la cantante firma il testo di due canzoni: 'Se solo mi guardassi', su musica di Ivano Fossati e Paolo Buonvino, dedicata agli ''invisibili'' fratelli stranieri che vivono intorno a noi ma che non conosciamo; e In viaggio, destinato a una figlia immaginaria: ''Canto le parole che le avrei detto prima di partire per il viaggio della vita. In questo disco la dimensione del viaggio di chi lascia la propria terra e' preponderante''.

Infine è davvero potente Non e' un film, scritto da Frankie HNRG, che l'accompagnerà sul palco in otto tappe del tour che partirà il 21 marzo da Napoli.

''Volevo collaborare con lui da molto tempo - conclude la Mannoia - Non sapevo come fondere i nostri due mondi, ma ha centrato in pieno l'argomento''.

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