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#Copiaeincrozza: Crozza, Twitter e il copyright sulle battute

Venerdì 10 Febbraio 2012, 08:29 in Schifezze nostrane di

Da qualche giorno imperversa sui social networ, in particolare su Twitter, l'attacco a Maurizio Crozza reo di aver copiato tre battute dal mondo del web. #Copiaeincrozza è diventato un simbolo su twitter. A me restano dubbi, ma voi dte la vostra

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Accade che anche le persone che si stimano e si amano scivolino sulle classiche bucce di banana; è il caso di Maurizio Crozza che ha commesso un'imprudenza della quale di certo si sarà già pentito.

Anche perchè oggi con il capillare potere comunicativo dei social network, un errore, con o senza buona fede, costa quantomeno un po' di "sputtanamento" pubblico.

La vicenda è rimbalzata su Twitter in maniera inarrestabile ed è stata ribattezzata #Copiaeincrozza. Ma di che si tratta, chiederanno giustamente quelli che non sono poi così avvezzi al mondo dei social?

Nel corso dell'ultima puntata di Ballarò, nella sua insostituibile copertina, il comico ligure ha preso una battuta, anzi sarebbero tre, dal web e le ha "rivendute" come sue.

Tra le battute incriminate c'è anche questa «Alla fine la notte bianca più affascinante invece che a Veltroni è toccata ad Alemanno» e per la verità già circolava in rete, proprio nelle ore seguenti della nevicata che ha paralizzato Roma, su quello che è il più conosciuto aggregatore di umorismo: Spinoza.it.

La questione delle battute rubate, o anche semplicemente dell'ispirazione del proprio repertorio preso da altri aveva già pesantemente toccato, qualche tempo fa, un altro comico che stimo molto, Daniele Luttazzi.

Quel caso era un po' diverso in quanto Luttazzi venne messo alla berlina dal popolo della rete per essersi troppo strettamente avvicinato al suo modello prediletto, gli stand-up comedians statunitensi; in quel caso si parlò di un vero e proprio plagio.

Ora io non voglio fare l'avvocato accusatore o difensore di nessuno, mi limito a dire che la polemica non è proprio nuova: una buona parte di umoristi, comici, ma anche attori, attingono la loro ispirazione da un sacco di caratteristiche esterne, battute, link e dichiarazioni di altri comprese.

Qualcuno ricorda anche che persino quello che è considerato il più grande barzellettiere italiano, Gino Bramieri, una volta confessò che non tutte le barzellette che pronunciava erano farina del proprio sacco.

Insomma è una pratica che a volte anche parecchi di noi utilizzano; quella di prendere in prestito dichiarazioni di altri e riproporle sorvolando sulle fonti da cui derivano.

Chiaro altrettanto però che ci come mestiere fa il "fustigatore" di usi e costumi della nostra società, è chimato ad avere un'attenzione ben maggiore rispetto a tutti gli altri.

Sono atrettanto certo che questo polverone sarà utile a questa causa.

Un'altra cosa: il potere irrefrenabile di Twitter forse più ancora di Facebook può essere davvero deflagrante: con le twittate, le ritwittate etc, una volta che qualcuno viene preso di mira viene sottoposto, a torto o a ragione, ad una vera e proprio gogna mediatica.

Non sarà che sotto sotto c'è anche un sacco di gente che rosica del successo altrui e quando può si sfoga?

Voi che ne pensate?

Nel frattempo che ci pensate io vi posto la risposta di Maurizio Crozza:

"Cari amici della Rete, cari italiani, colgo l'occasione per salutarvi. Scrivo queste poche righe per una fondamentale dichiarazione sulla polemica che gira in rete, su tre battute che avrei copiato da Twitter. Lo confesso: è tutto vero. Sono trent'anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche questo comunicato non è mio: l'ho appena trovato su Twitter. Tutti i miei personaggi di "Mai dire gol", di "Quelli che il calcio", di "Rockpolitik", di Sanremo, di "Crozza Italia", di "Crozza Alive", di "Italialand" li ho copiati da Twitter. Le copertine di Ballarò no: quelle le copio da Facebook. Quindi, che dire: grazie Twitter! Tra l'altro: io Twitter non ce l'ho. Se mi dite come si usa mi fate un favore. E naturalmente grazie al parlamentare Pd Sarubbi che, come disse Roosevelt a Yalta, mi ha sgamato. Io confesso. Anzi, trattandosi di Sarubbi: io con fesso."

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